Ho deciso di creare un piccolo database che contenesse una breve descrizione di tutti le frodi contabili di cui sono venuto a conscenza nel corso delle mie letture, in modo tale da tenerne traccia e da usarlo quale archivio per eventuali necessità.

  1. ENRON ha sovrastimato i suoi flussi di cassa operativi in diversi modi. Innanzitutto, le entità non consolidate stavano perdendo liquidità ed Enron è riuscita ad eliminarle dal perimetro di consolidamento, occultando così le perdite e i debiti. In secondo luogo, Enron ha classificato erroneamente le entrate derivanti dall’attività di finanziamento in entrate derivanti dall’attività operativa, usando round-trip transactions. In particolre, Enron avrebbe organizzato un prestito bancario erogato ad una delle entità fuori bilancio, per poi farsi pagare quella liquidità come parte di un accordo per l’acquisto di petrolio. In seguito, la medesima liquidità è stata utilizzata da Enron per ripagare la stessa banca che prestò i soldi all’entità fuori bilancio.
  2. XEROX ha sopravvalutato i propri ricavi accelerando indebitamente il riconoscimento dei ricavi. Di fronte alla pressione degli analisti di segnalare più liquidità, Xerox effettuò il factoring dei suoi crediti, richiedendo liquidità anticipata alle banche. Non rivelò agli investitori però che tale liquidità non derivava da operazioni della gestione carattestica, ma bensì da attività di finanziamento. Xerox, infatti, era d’accordo con le banche di riacquistare parte dei crediti dopo la fine dell’anno fiscale.
  3. BIO-ON ha sopravvalutato i propri earnings, vendendo licenses ad entità non consolidate (joint ventures). I crediti vantati per la vendita delle licenses sono stati poi chiusi con la stessa liquidità che Bio-On aveva immesso nelle joint ventures all’atto della loro prima costituzione. La maggior parte delle entità non consolidate risultavano in effetti non operative e con liquidità insufficiente per ripagare la Capogruppo.
  4. QWEST COMMUNICATIONS  ha sopravvalutato i suoi flussi di cassa operativi registrando vendite una tantum di alcuni attivi immobilizzati (ovvero, liquidità derivante da attività di investimento) come entrate ricorrenti.
  5. DELPHI ha venduto le proprie rimanenze ai clienti e contemporaneamente ha siglato un accordo di riacquisto per il medesimo materiale, nel trimestre successivo alla presentazione dei dati al mercato. Il riacquisto è avvenuto allo stesso prezzo più interessi e commissioni. Quando i clienti si sono rifiutati di pagare per le spedizioni del materiale, Delphi ha cartolarizzato alcuni crediti senza valore e ha registrato le entrate come liquidità dalla gestione operativa. Delphi ha anche ricevuto un pagamento in cash da una società di consulenza IT ed ha utilizzato la liquidità incassata per ridurre le i costi IT riportati in bilancio. Tuttavia, Delphi ha segretamente accettato di rimborsare la medesima società IT per il cash ottenuto, riconoscendole anche interessi per un periodo di cinque anni.
  6. TIME WARNER ha sopravvalutato i propri ricavi e i propri flussi di cassa operativi fornendo i propri liquidi ai clienti in una serie di round-trip transactions. In altre parole, la società ha pagato i suoi ricavi utilizzando il proprio denaro.
  7. COMPTRONIX ha sopravvalutato le proprie rimanenze nei conti provvisori non certificati. I dirigenti dell’azienda, preoccupati che i revisori rilevassero la sopravvalutazione durante l’audit di fine anno, spostatoro la sopravvalutazione dall’inventario nelle vendite, registrando in modo fraudolente alcune transazioni che simulassero la vendita dell’inventario. Per rendere la vendita più credibile, la società ha registrato inoltre degli incassi fittizzi. Contemporaneamente, la società registrò pagamenti in cash fittizi ai venditori per acquisti inesistenti di attrezzature. In effetti, le entrate e i pagamenti in contanti non si sono mai stati verificati: la società ha semplicemente depositato i versamenti degli assegni e le ricevute degli assegni nel proprio conto bancario.
  8. BALLY TOTAL FITNESS ha ricevuto pagamenti anticipati dai clienti per accedere ai servizi delle proprie palestre. La società ha prematuramente riconosciuto gli incassi come ricavi, anche se quest’ultimi non erano ancora stati guadagnati. Inoltre, Bally ha sottovalutato le proprie spese operative, capitalizzandole come se fossero immobilizzazioni. Pertanto, la società ha sottovalutato le sue uscite di cassa derivanti dall’attività operativa e ha esagerato le uscite di cassa derivanti dall’attività di investimento.